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24/25 Dicembre
dal Tramonto al Tramonto
Mese corrispondente Gennaio
Segno Zodiacale Capricorno
Virtu/seme di Spirito: Coraggio

Il seme di Spirito della Prima Notte Santa – Il Coraggio

Se si vuole salire, si deve imparare a scendere.
Questo è il principio fondamentale del Capricorno e il cuore della Prima Notte Santa.
La risalita lungo le prime sette Notti Sante – dalla Luna fino a Saturno – ricapitola il processo di vita post-mortem, ma perché questa risalita sia possibile è necessario, anzitutto, accettare la discesa.

Per questo la virtù di questa Notte è il Coraggio:
il coraggio di affrontare un viaggio non facile, che non conduce subito verso la luce, ma passa attraverso le nostre fragilità.
Scendere nelle nostre debolezze, nei difetti, nelle passioni non significa soccombere ad essi, ma renderli visibili alla luce dello Spirito.
È proprio questo atto che rende possibile ciò che viene chiamato Potere della Redenzione: la capacità di redimere i nostri abissi, che vivono nella materia, attraverso lo Spirito.

Redimere non significa eliminare, ma spiritualizzare la materia.
È così che l’alto e il basso si uniscono, che la salita e la discesa diventano un unico movimento, espresso nel simbolismo del Capricorno:
la capra, che sale verso le altezze,
e il pesce, che scende nelle profondità.

In questo movimento sono presenti anche le due colonne del Tempio:

  • la colonna della discesa, dell’incarnazione,
  • e la colonna della risalita, della spiritualizzazione della carne.

Il loro incontro genera la possibilità della vita redenta.
Questo è il seme di Spirito del Coraggio: il coraggio di compiere consapevolmente questo cammino di discesa e risalita.

La Cacciata dal Paradiso e l’origine del cammino

Tutto ha origine dalla Cacciata dal Paradiso: la caduta dalle altezze spirituali nelle profondità della materia. Da questo evento nasce il karma, come effetto compensatorio del dono ambiguo e immaturo di Lucifero: il libero arbitrio, che ha proiettato la coscienza verso l’esterno, scatenando la brama per il mondo sensibile. Le forme si sono riempite di materia e l’uomo ha sperimentato separazione, limite, malattia e morte.

La venuta del Cristo come Signore del Karma, in Gesù di Nazareth, ha reso possibile l’inversione di questo processo.

La Prima Notte Santa: l’incontro con la fragilità

Nella Prima Notte Santa, dedicata ad Adamo ed Eva, possiamo sentire il Divino che si avvicina.
Il Sole Spirituale getta la sua luce sulle nostre fragilità, simbolicamente rappresentate dalla Stalla.
Di fronte a questa luce nasce la domanda iniziatica: sono degno di questo incontro, nonostante le mie debolezze, i miei difetti e le mie passioni?
È proprio da questa domanda che nasce il vero coraggio: non quello di negare la fragilità, ma quello di attraversarla per risalire.

La selva oscura del presente

Oggi più che mai l’umanità appare come un insieme di anime che brancolano nel buio. Viviamo in una foresta senza sentieri, segnata da oscurità e divisione. Le forze ostacolatrici cercano di inserire nell’evoluzione la separazione tra gli uomini attraverso la paura, sollecitando continuamente a “correre ai ripari”, a schierarsi, a difendersi. Per uscire da questa condizione non è necessario combattere all’esterno, ma riconoscere interiormente le nostre debolezze, i difetti e le passioni. È questo riconoscimento che ci permette di aprire la porta al Cristo.

Unità ritrovata

Quando ciò avviene, possiamo “bucare” la coltre della materia fisico-sensibile. Allora Spirito e Materia tornano a essere Uno. Essi non sono realmente separati: la separazione è una nostra percezione, nata con la Cacciata dal Paradiso.
Quando lasciamo che la calda luce del Cristo sciolga le nostre fragilità – frutto di risentimenti, dubbi e rancori – l’anima comincia a risalire, avvicinandosi all’eternità dello Spirito.

In quel momento:

  • Alpha e Omega coincidono,
  • il tempo ordinario si dissolve,
  • e l’uomo inizia a vivere nella dimensione dell’eterno presente.

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